L’Umbria che vince: intervista a Isabella dalla ragione, premio Nonino 2017 e non solo

L’Umbria che vince: intervista a Isabella dalla ragione, premio Nonino 2017 e non solo

C’è un luogo in Umbria dove, dal 1985, viene portata avanti un’appassionata ricerca.. quella sulle antiche varietà locali di piante da frutto. Il luogo in questione è il frutteto collezione dove ha sede la Fondazione Archeologia Arborea. Siamo a Lerchi, a due passi da Città di Castello (PG): qui, grazie allo straordinario lavoro di Isabella Dalla Ragione, presidente della Fondazione che ha continuato quanto iniziato dal padre Livio, è ancora possibile sapere che colore e che sapore avevano i frutti di una volta, come la Pera del Curato o la Mela Ciucca. Nomi che evocano un passato contadino fatto di persone che amavano talmente tanto i frutti della terra da dargli degli appellativi antropomorfi e che Isabella ha salvato dall’oblio con una meravigliosa opera di recuperosalvaguardia e tutelaMa se per tutti Isabella è l’Indiana Jones degli alberi da frutto (così l’ha scherzosamente soprannominata in un recente articolo, La Repubblica), per noi di Initinere è stata prima un partner importante con la quale collaborare ed oggi un’amica con con cui condividere con passione il lavoro. Lo scorso gennaio, Isabella è stata insignita del Premio Nonino, sezione “Risit d’aur”, un riconoscimento molto importante dedicato alla civiltà contadina, al fianco di premi Nobel e personalità illustri del panorama culturale e scientifico internazionale. Potevamo lasciarci scappare un’occasione così succosa e non farle qualche domanda su questa incredibile esperienza?

.. Buona lettura!

Il Premio Nonino è un riconoscimento importante. Non capita tutti i giorni di ritrovarsi accanto a Premi Nobel e altre personalità illustri. Ci racconti come è andata? E’ stato come te lo immaginavi?

Conoscevo il premio perché è un riconoscimento molto importante. Non sapevo però come si sarebbe svolta la cerimonia. Vista la grande organizzazione che essa richiedeva, i ritmi sono stati serratissimi. La Fondazione Nonino ha fatto un lavoro straordinario, riuscendo a coinvolgere davvero “i più grandi”, sia a livello nazionale che internazionale. Ciò che mi ha colpito di più è stata comunque la capacità, in particolare delle sorelle Nonino, l’anima della Fondazione, di mantenere la dimensione umana e la spontaneità. Accanto infatti ad ospiti illustri c’era anche il contadino, chi la grappa la fa nel senso letterale. Trovo che questo sia stato l’aspetto più bello.

Un momento, in particolare, che ti è rimasto impresso?

Le persone presenti, gli incontri. Forse uno in particolare è stato quello con lo scrittore francese Pierre Michon. Ammetto che conoscerlo è stata una sorta di illuminazione. Parlando abbiamo capito di avere lo stesso approccio nel nostro lavoro e direi anche una vicinanza intellettuale. Michon infatti é autore di “Vite minuscole” (in Italia edito da Adelphi, ndr), raccolta di storie di uomini e donne appartenenti ad un universo popolare e contadino. In questo senso anche il suo è un lavoro di recupero di un patrimonio antropologico e culturale che altrimenti andrebbe perduto.

Da questa esperienza, come pensi che sia percepita l’Umbria in Italia e all’estero?

Direi nel complesso abbastanza positiva. Devo anche ammettere, purtroppo, che c’è ancora molto da fare se vogliamo proiettare al di fuori quell’immagine di una terra meravigliosamente ricca e complessa.

Quindi, in cosa si dovrebbe puntare secondo te per promuovere la nostra meravigliosa terra?

Proprio su questa estrema varietà che contraddistingue l’Umbria il cui territorio è una trama complessa. Ci sono delle aree di campagna molto più belle della Toscana. Oppure pensiamo a tutti i profumi, i gli odori e i colori che non sono stati raccolti e raccontati in maniera sistematica. Ci vorrebbe un progetto organico che sia in grado di raccogliere questa fitta trama senza cadere nell’errore, come già è avvenuto in passato, di puntare in un unico aspetto che non valorizzerebbe pienamente la nostra regione.

Dopo questo importante traguardo siamo curiosi di sapere i prossimi progetti della Fondazione Archeologia Arborea…

Continuo a proporre il mio lavoro di ricerca sulla comparazione tra la terra e l’Arte perché sono fermamente convinta che sia dagli aspetti meno conosciuti del periodo rinascimentale umbro che possiamo e dobbiamo ripartire. Insomma, non mollo!

E noi di Initinere non possiamo che sostenerti! Perché è proprio questa l’Umbria che ci piace raccontare, ricca, variegata, complessa. E ora vi chiediamo: come vorreste che venisse raccontata questa regione? Diteci la vostra!

Intervista a Mirco Marchetti: l’orto non è mai stato così chic

Con questo post inauguriamo una nuova rubrica del blog, in cui vogliamo dar voce alle figure più interessanti ed originali del mondo green in Italia.
La parola a Mirco Marchetti, ideatore del blog L’Orto di Michelle che in questa intervista ci da qualche spunto glamour sul nostro angolo verde preferito.. con una rivelazione succosa nel finale! 😉

Dal mondo delle passerelle all’orto. Ma tu che lavoro fai?
Sul mio biglietto da visita c’è scritto: stilista, cool hunter, ortista, orto influencer e arbitro di bellezza orticola.

Una descrizione che ci piace molto! Nel tuo blog ci porti alla scoperta di come il mondo della Natura influenzi e ispiri il mondo della Moda. Secondo te, questo scambio è univoco oppure anche la Moda esercita una certa influenza sul modo di concepire e vivere il giardino e l’orto?
Lo scambio è decisamente non univoco. Da sempre con il mio blog cerco di scovare e raccontare l’aspetto fashion dell’orto e del giardino, di svelare insospettabili lati modaioli di frutti, ortaggi, fiori e attrezzi vari, perché anche loro, come vere fashion victim amano indossare abiti trendy, i colori e le stampe più cool di stagione. La moda con le sue tendenze influenza sempre di più il modo di progettare, realizzare e vivere i nostri spazi verdi.

Non solo orto: anche il frutteto ha i suoi lati fascinosi. Come pensi che la frutta possa essere d’ispirazione per la moda e il design di oggi?
Da sempre la frutta con i suoi colori, texture e forme è stata fonte d’ispirazione per molti designers, diventando protagonista assoluta di marchi, campagne pubblicitarie, collezioni, opere d’arte, e sogni. Oggi a tutto questo si aggiunge la sensibilità e la consapevolezza ecologica di molti creativi che nel frutteto vanno per raccogliere materia prima per le loro collezioni. Il processo creativo si traduce poi in pregiati tessuti, preziosi filati, insoliti pelli, borse e borsette, lampade, vasi e altri complementi per la casa. Perché oltre una banana o una fragola stampata su una t-shirt o l’abito da sera c’è anche altro: maglioni di filato d’arancia, divani e poltrone in pelle mela e accessori in buccia di agrumi.

A questo punto ti invitiamo a fare un gioco: se fossi un Pomo saresti… ?
Si dice che siano i dettagli che fanno la differenza, che dietro a un dettaglio si celi l’originalità delle cose. Ecco, allora, mela o pera è uguale, ma sicuramente vorrei essere uno di quei pomi che proprio per quel piccolo particolare, magari nascosto, lasci il segno nel ricordo olfattivo, gustativo o semplicemente visivo del suo consumatore.

Noi di pomi di questo tipo ne conosciamo e non possiamo che essere d’accordo con Mirco, e voi? Aspettiamo i vostri commenti qui sotto!

Un grazie particolare a Mirco per la sua disponibilità nel raccontarsi e condividere insieme a noi la passione per le piccoli grandi cose green che oggi giorno ci ispirano con la loro bellezza! Continuate a seguire il nostro blog, chissà che non possa essere proprio Mirco l’ospite d’onore del nostro prossimo evento.. STAY TUNED!

Cliccate sull’immagine di copertina (©Corey Bartle-Sanderson Photography Collezione primavera estate 2016: Stella McCartney – Victoria Beckham, Elaborazione grafica L’orto di Michelle) per visualizzare la gallery

È nel L’Orto di Michelle / Il lato più glamour dell’Orto

Quanto ti fidi del tuo naso? Scoprilo a Parigi!

L’inverno è rosso come un peperone.

In primavera, pallido e umido a causa dei pollini.

Stiamo parlando del nostro naso che per molti mesi dell’anno, diciamocelo, non se la passa proprio benissimo. L’ estate è, senza dubbio, il periodo migliore in cui questo formidabile raccoglitore di profumi e di storie dà il meglio di sé.

Per cui, ecco la proposta di Initinere per viaggiare con il naso e, allo stesso tempo, mettere alla prova la nostra capacità olfattiva!

Destinazione: La Ville Lumière

Profumi e odori ci parlano di un luogo e ci narrano una storia. Noi con Pomi dUmbria vi raccontiamo una regione incantevole, l’Umbria appunto, attraverso suggestioni olfattive. In questo post vogliamo però proporvi una vera chicca: Il Musée du Parfum di Maison Fragonard a Parigi, la cui riapertura, a seguito di lavori di ampliamento, è prevista a giorni.

A pochi passi dall’ Opéra Garnier, il museo racconterà l’arte della profumeria nei secoli attraverso la presentazione di rari alambicchi, alcuni persino risalenti all’età egizia.

Maison Fragonard

Fondata nel 1926 a Grasse, capitale del profumo francese, Maison Fragonard è ancora di proprietà della storica famiglia. Ad occuparsene oggi sono le sorelle Costa, le bis-bis nipoti dell’omonimo profumiere. Ma l’esaustiva raccolta la si deve al padre, Jean Francois Costa, che inizia a collezionare gli antichi flaconi già a partire dal 1970. Il museo è stato fondato nel 1983, ma oggi i lavori ambiscono a renderlo qualcosa di più di un semplice tempio del profumo.

 

 

Quasi un gioco

Tra antichi flaconi e ampolle dalle forme bizzarre, potrete mettere davvero alla prova il vostro naso vestendo per un giorno i panni del profumiere. Ogni visitatore infatti potrà creare la sua personalissima essenza seguendo tutte le tappe: dalla formulazione alla raccolta, dalla distillazione alla macerazione degli ingredienti, fino ad arrivare all’ideazione del packaging.

Nellattesa..

In attesa di vedere (e annusare) il Museo possiamo consolare i nostri nasi con una visita all’ Osmothèque di Versailles, l’unico conservatorio al mondo di profumi. Una vera e propria banca degli aromi al cui interno sono custodite e ricreate formule antichissime. Quale profumo indossava Napoleone ogni mattina a Sant’Elena? Andate all’ Osmothèque e lo scoprirete!

Insomma, noi non vediamo l’ora di fare le valige e partire alla volta della capitale francese!

Ma se dovessimo rimanere in Umbria, quale destinazione profumata proporreste per deliziare il vostro naso? Scrivetecelo!

Le foto di questo articolo sono distribuite con Licenza Creative Commons Attribuzione – Condividi allo stesso modo 2.5 Italia.

CC Martin Leveneur – Place de l’Opera Paris

4 motivi per non perdere il Chelsea Flower Show di Londra

Il Chelsea Flower Show di Londra è un evento fondamentale per gli appassionati di piante e giardini. Storcete il naso all’idea di mescolarvi tra signore dai cappellini improbabili e tea parties snob? Allora, vale la pena fermarsi a leggere, vi daremo quattro buone ragioni che vi faranno ricredere!

1. Il Chelsea Flower Show ha una storia importante. 

Pur non essendo la più grande mostra floreale di Londra (il primato spetta, infatti, alla RHS Hampton Court Palace Flower Show, anch’essa organizzata dalla Royal Horticultural Society) è, senza dubbio, la più prestigiosa. Vediamo perché:

– E’ organizzato dalla RHS, la Royal Horticultural Society, una delle istituzioni di orticoltura più importanti al mondo senza scopo di lucro, a cui va il merito di aver tradotto l’opera di Mendel e sostenuto importanti studi sulla genetica.

– Tra gli espositori troviamo i garden designers più all’avanguardia, fornitori di utensili da giardino, artisti e librai (gli unici autorizzati alla vendita) e nomi storici del settore floricoltore inglese: da Blackmore & Langdon per le begonie a Mc Bean’s per le orchidee.

2. Il Chelsea Flower Show non è un evento, ma è l’Evento dell’anno a Londra. 

Nei giorni che precedono la kermesse (che si svolge durante la terza settimana di maggio) i principali quotidiani e media anglosassoni non fanno che parlarne. E il risultato si misura in cifre importanti: nell’edizione del 2013 si sono registrati ben 161.000 visitatori accorsi ad ammirare oltre 500 espositori provenienti da tutto il mondo.

Inutile dire che il giorno dell’inaugurazione è presenziato dai membri della Famiglia Reale, VIP e personalità importanti della società londinese, tra cui Ringo Starr, appassionato di botanica.

3. Non solo giardino: Il Chelsea Flower Show è anche Moda.

L’intreccio con il mondo della moda risale negli anni ’90 del XX secolo, quando lo stilista Yves Saint Laurent commissiona un giardino da esposizione chiamandolo “Yvress” (in onore del suo profumo lanciato 4 anni prima); segue poi nel 1998 Chanel con “Le Bosquet” disegnato da Thomas Stuart-Smith.

Molti altri stilisti continuano in ogni edizione a rendere omaggio al Chelsea Flower Show con le loro creazioni. Qualche esempio? Le scarpe alle rose di Manolo Blahnick e la Peony Bag di Susannah Hunter.

4. Fuori dallo Show: lo spettacolo continua.

Dal 1921, i residenti di Chelsea sono soliti ospitare celebrità per il tea party e questa usanza continua a essere in voga ancora oggi. Ma anche chi non fa parte dello show biz  ha la possibilità di vivere la magica atmosfera del quartiere: negozi, cafè e boutiques allestiscono di tutto punto le loro vetrine a tema floreale. Immaginate che spettacolo!

E se ancora non siete pienamente convinti, vi consigliamo questo video: 🙂

E poi.. la lanciamo qui: non sarebbe bello che alla prossima edizione di “Herbae Volant, Fructus Manent” le signore sfoggiassero chicchettosi cappelli a tema, come per il Chelsea Flower Show? Fateci sapere la vostra!

L’orto: dove c’è cibo per l’anima green

Andando alla ricerca del Bello fuori regione, la nostra Anima Verde ha scoperto un posto davvero speciale: “L’Orto”, nel centro di Empoli.

Nasce come negozio di fiori, ma poi si è evoluto in qualcosa di diverso e di insolito per volontà del proprietario Alfonso e del suo socio stilista. La vera chicca di questo posto è la serra,  aperta anche la sera, dove si possono acquistare fiori e piante seguendo i consigli del personale. I tavoli e le sedie, però, invitano a sostare per godere appieno dei profumi e dei colori e… mangiare!

Il menù è, naturalmente, a tema: piatti con fiori e ortaggi freschi a prezzi più che ragionevoli.

D’inverno il luogo è reso ancora più suggestivo dal calore delle stufe che riscaldano l’ambiente ed inevitabilmente il cuore.

Niente è lasciato al caso e proprio per questo il posto ci ha conquistato: il ruscello nei bagni, per esempio, è  una piacevolissima chiccheria.

Viene da chiedersi come mai nella nostra Verde Umbria non esista un orto così… noi vogliamo sognare che stia per nascere.

Conoscete altri luoghi suggestivi dove vi ha condotto la vostra anima verde? 

RISTORANTE L’ORTO
Via Roma 18  – Empoli (FI)
T 0571 537225

Stratus 2015: l’olfatto incontra l’arte a Expo Milano 2015

Il profumo segna la storia dell’uomo e l’uomo costruisce la storia del profumo” (Francis Kurkdjian)

Chi sta programmando una visita ad Expo Milano 2015 non potrà perdersi STRATUS 2015, installazione olfattiva ideata per “Textifood” e il Padiglione Francia/Lille Europe da Francis Kurkdjian, acclamato Naso d’oltralpe di origini armene e fondatore della Maison Francis Kurkdjian.

Due sono, almeno secondo noi, i motivi per visitare questa impressionante mise en espace.

Prima di tutto il concept, che trova in uno dei personaggi chiave della storia occidentale uno spunto per affrontare tematiche legate alla moda eco sostenibile. Per Stratus 2015, infatti, Kurkdjian ha voluto rendere omaggio a Leonardo da Vinci e alla tecnica pittorica dello “sfumato”.

Nasce così una pioggia vaporosa, una cortina olfattiva costruita attorno a note di banana, arancia, fiori di loto e caffè che – non a caso – sono gli elementi vegetali presentati all’interno della mostra “Textifood”, come fibra tessile del presente e del futuro.

In secondo luogo, l’artista: Francis Kurkdjian è uno degli artisti e profumieri più all’avanguardia nel settore. C’è il suo Naso dietro all’intramontabile “Le Male” di Jean Paul Gaultier ed é sempre suo il merito di aver ricreato la fragranza preferita dalla Regina Maria Antonietta di Francia.

Memorabili sono state anche le sue installazioni in grado di stuzzicare i nasi più difficili, provocare un sussulto al cuore dei più scettici e lasciare un segno nella memoria dei visitatori più distratti.

Come dimenticare “La Luce degli Innocenti”, realizzata in occasione di Pitti Fragranze 2011, quando la Chiesa di Santa Maria degli Innocenti a Firenze veniva pervasa da aromi incensati, legnosi e speziati di 800 candele?

Oppure l’atmosfera fiabesca di “Noctambulles”, per la Nuit Européenne des Musées 2010 al Grand Palais di Parigi, trasformato  in una serra immaginaria con sentori di fiori, legni e miele sboccianti da miriadi di bolle di sapone, che danzavano nell’aria alle note de “La Pavane” di Ravel.

Avete altri appuntamenti Expo da segnalarci a tema olfattivo? 

Stratus 2015
Installazione olfattiva di Francis Kurkdjian per Textifood
A cura di Pavillon France/Lille Europe – Expo 2015
Palazzo delle Stelline
Corso Magenta 61, Milano

Fino al 14 luglio 2015

Alla scoperta della frutta nella ceramica

La ceramica e la frutta.

Un amore scoppiato a partire dal Rinascimento e mai più finito. La ragione di questo legame é nella natura dei suoi elementi: la terracotta invetriata è, infatti, un materiale che si presta particolarmente per realizzare elementi decorativi ispirati alla natura.

Della Robbia, famiglia di artisti che visse a cavallo tra ‘400 e ‘500, hanno realizzato numerose opere nelle quali pomi (i nostri amati POMI) sono importanti elementi decorativi.

Mele, mele cotogne, pigne e melograni sono spesso inseriti in festoni con fiori e foglie che incorniciano i tondi e le pale d’altare.

Esiste anche una produzione rara e preziosa di cesti di frutta, trionfi da tavola o frutti singoli, nata per committenti raffinati ed esigenti.

Tra Umbria, Marche e Toscana è possibile scoprire numerosi piccoli capolavori, soprattutto in piccole chiese, dimenticati dal tempo, ma ancora capaci di sorprenderci per la loro freschezza intatta.

Conoscete altre opere in terracotta invetriata, nelle quali è rappresentata la frutta? Inviaci una mail, indicando il luogo in cui si trovano!